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I Sistemi di Identificazione Automatica
nei Servizi Finanziari

White Paper a cura di Sirmi SpA e di Wise Media SpA


Scenario generale dei sistemi di pagamento

Da fonte ABI, nel 2008 il 35% degli strumenti di pagamento utilizzati dalla clientela era rappresentato dalle operazioni con carte di debito, il 25,5% da addebiti preautorizzati, il 14,7% da assegni addebitati in conto e l’11,9% da RIBA e ricevute similari; inferiore al 10% il peso di altri strumenti quali i bonifici e gli assegni circolari.

Oggi con le carte di pagamento è possibile fare acquisti in quasi tutti i negozi del mondo e prelevare denaro contante presso gli sportelli automatici ATM. in Italia si contano nel 2008 67 milioni di carte bancarie (più del doppio rispetto al 1998 quando le carte di plastica in circolazione erano 28 milioni), 1,3 milioni di POS e 41mila ATM.

Per quanto riguarda il numero dei pagamenti effettuati, in Italia e all’estero, con “moneta elettronica”, ovvero attraverso carte di pagamento (carte di credito, carte bancomat, carte prepagate), secondo l’ABI nel 2008 quelli effettuati presso esercizi tradizionali sono stati pari a oltre 24 milioni (dai 21 milioni del 2007), mentre i pagamenti effettuati dalla clientela per il tramite di Internet, utilizzando “software money” o attraverso l’inserimento di borsellini elettronici in lettori, registrano oltre 1.500.000 accessi. Il numero di operazioni di caricamento di carte pre-pagate multiuso (borsellino elettronico) si è attestato nel 2008 su 6,2 milioni di unità dai 5 milioni del 2007. Sono inoltre sempre più i giovani, gli immigrati e i lavoratori aticipi a richiedere le carte prepagate.

L'Italia ha fatto grandi passi in avanti nell’adozione della moneta elettronica, ma resta ancora il paese europeo con il minor ricorso a questo sistema di pagamento: da fonte ABI ogni italiano fa in media 21,6 operazioni l'anno contro una media europea di 50,5 e l’uso del contante costa a livello di sistema Paese circa 10 miliardi di euro l' anno, due terzi pagati dalle imprese e un terzo dalle banche.

I motivi che frenano la crescita esponenziale dell'utilizzo delle carte di pagamento sono principalmente dovuti alla paura di incorrere in frodi e clonazioni; in altre parole il problema è la sicurezza della transazione. Venendo meno la percezione di sicurezza, perdono di valore i fattori che dovrebbero incentivare l’impiego della moneta elettronica, ovvero performance, utilità del servizio e usabilità dello strumento di pagamento.

La clonazione di carte di credito e bancomat e le frodi informatiche (phishing e pharming ) hanno fino ad oggi colpito un consistente numero di utenti, per cause più o meno imputabili a un comportamento poco responsabile da parte degli utenti stessi; a subire un danno è sia il cliente sia l’istituto di credito, che vede messa in discussione la propria reputazione.

Il pagamento elettronico è anche mobile payment. È noto che nel nostro paese il numero dei cellulari supera di gran lunga quello degli abitanti, fatto questo che dovrebbe facilitare l’utilizzo di questo device per effettuare pagamenti elettronici. Secondo l’ABI nel 2007 i conti attivi sul canale mobile banking sono 1,1 milioni, in linea con il 2006, mentre i conti abilitati sono 5,1 milioni, pari al 17% del totale dei conti correnti delle famiglie. I servizi più diffusi via cellulare sono le richieste di informazioni (circa 15 milioni, quasi 250 mila delle quali relative alle operazioni di trading) e quelli cosiddetti “di allerta” (oltre 9 milioni). Le ricariche telefoniche (1,2 milioni) ed i bonifici (120 mila) tra le operazioni effettuate più spesso col cellulare.

L’evoluzione del dettato della normativa in materia di sistemi di pagamento e la disponibilità di innovative tecnologie di identificazione sono attese agire congiuntamente per modificare l’attuale scenario italiano, rivoluzionando le modalità di acquisto e di pagamento, così come il sistema dell’offerta.

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