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Abbracciare la sfida per proteggere il valore del prodotto italiano

La lotta alla contraffazione non conosce sosta. Con una serie di iniziative che portano a fattor comune lo sforzo di aziende e istituzioni, nonché le conoscenze sviluppate in ambito accademico, agli inizi di luglio è stato proposto un momento di sintesi e di contestuale rilancio dell’offensiva contro uno dei peggiori nemici del Made in Italy a tutela del futuro del prodotto italiano di qualità


In occasione del lancio avvenuto a Roma del laboratorio TechALab gestito da Cattid (La Sapienza), l’avvocato Loredana Gulino, Direttore Generale per la lotta alla Contraffazione presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero dello Sviluppo Economico, ha illustrato le nuove frontiere dell’anticontraffazione in Italia.

Che cosa significa oggi la lotta alla contraffazione per le istituzioni e per le aziende italiane?

La contraffazione è divenuta una fonte di preoccupazione sempre maggiore per chi guarda alla competitività del Sistema Paese. A fine ottobre il Consiglio Nazionale Anticontraffazione convocherà gli stati generali per la definizione del Piano strategico anticontraffazione nazionale. Sono chiamate a raccolta sia le istituzioni sia le imprese: da un lato chi può facilitare un movimento corale e monitorare dall’alto il fenomeno, dall’altro il mondo di chi esprime l’eccellenza del prodotto italiano, vale a dire le imprese del nostro Paese. Le quali vanno assolutamente tutelate, soprattutto in questa delicata fase storica di irreversibile globalizzazione. Le imprese siamo noi, è il sistema Italia che va difeso.

In uno scenario in cui la competizione sul versante dei prezzi determina la migrazione di tanta parte delle attività produttive verso aree che possono contare su una forza lavoro a costo inferiore, la qualità del prodotto italiano – connotazione che lo ha reso famoso nel mondo – è la variabile con cui il nostro Paese deve giocare oggi la sua partita. Il tema è strategico e pertanto impegna sia le istituzioni sia le aziende. Gli episodi di contraffazione e la segmentazione dei mercati ledono pesantemente gli interessi dei produttori italiani e rendono necessario ricorrere a sistemi che consentano la tracciabilità del prodotto, per tutelarne la qualità e conoscerne la storia.

Come procede la collaborazione tra mondo industriale e pubbliche istituzioni nell’ambito della lotta al fenomeno della contraffazione?

In sinergia con le realtà universitarie che rappresentano l’eccellenza nell’ambito della ricerca tecnologica stiamo finalmente elaborando risposte pragmatiche al problema, mettendo a regime le competenze sviluppate sul versante delle tecnologie per renderle accessibili alle aziende italiane indipendentemente dalle loro dimensioni. Il laboratorio TechALab, inaugurato il 6 luglio dal Ministero dello Sviluppo Economico assieme a Cattid, è stato in tal senso fortemente voluto e realizzato in vista di un allargamento della base di utenti cui si rivolge il nostro sforzo di rendere disponibili gli strumenti per la lotta alla contraffazione, sul versante della tracciabilità dei prodotti.

È evidente che la grande azienda perseguirà i suoi obiettivi in merito alla tutela e alla tracciabilità dei prodotti con mezzi e sistemi diversi rispetto a quelli accessibili alla piccola e media impresa. Le tecnologie e le opzioni disponibili non sono necessariamente le stesse e devono essere calzanti anche rispetto alla specifica realtà produttiva interessata. Proprio da questa esigenza di differenziazione nasce il progetto TechALab, con l’obiettivo di offrire a tutti i produttori l’opportunità di valutare una strategia appropriata, vagliare una metodologia per la tutela della qualità e del valore del proprio prodotto e prendere visione di componenti e sistemi già utilizzati con successo nell’ambito di esperienze analoghe. Si tratta di un servizio tagliato sull’esigenza delle imprese.

Quali sono gli obiettivi futuri di TechALab?

Se è vero che è necessario rilanciare il supporto a ricerca e sviluppo in tutti i settori industriali chiave della nostra economia, è altrettanto vero che si deve rafforzare lo sviluppo di approcci e sistemi mirati ed efficaci laddove competiamo contro un’industria incalzante, avvantaggiata dalla totale mancanza di considerazione per quei vincoli e quelle restrizioni che devono essere rispettati da chi opera in un mercato regolamentato. Sensibilizzare soprattutto le PMI italiane su tali temi è la sfida che ci proponiamo di realizzare con lo sviluppo del TechALab.

Un progetto aperto alle imprese

Il TechALab nasce dalla collaborazione fra la Direzione Generale per la lotta alla Contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero dello Sviluppo Economico e i laboratori del CATTID presso l’Università “Sapienza” di Roma. Partendo dalla rilevazione dei fabbisogni in otto settori pilota (tessile, abbigliamento, accessori, occhialeria, agroalimentare, giocattoli, cosmetica elettronica, gioelleria/orificeria,
meccanica/automotive) si pone l’obiettivo di promuovere l’utilizzo delle tecnologie volte a combattere la contraffazione al fine di difendere la competitività delle aziende italiane e valorizzare il prodotto autentico Made in Italy ottimizzando i processi produttivi e di filiera. TechALab vuole rappresentare un centro di riferimento per le aziende italiane, che potranno usufruire di uno showroom progettato per consentire loro di accedere a tutta la gamma di tecnologie esistenti e conoscerne così i meccanismi di funzionamento; è presente anche un desk informativo a cui possono rivolgersi le imprese interessate a richiedere assistenza per l’ideazione e lo sviluppo di soluzioni personalizzate.

 
   


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